Apro l’armadio e prendo il fucile. Vado giù dalle scale ed ecco lei in cantina che mi guarda con aria terrorizzata. «Frank, uccidilo ti prego» mi dice mia moglie. Io guardo il vecchio e gli dico: «Ti sei spinto troppo oltre, Tom. Questa casa non è la tua, la tua casa è dall’altra parte dell’isolato». «È vero, è vero…» dice Tom con un tono di voce quasi piagnucoloso «Ma è più forte di me fare quelle cose. È più forte di me!» Scoppia a piangere. Guardo mia moglie che si copre la faccia come per cancellare cosa era divenuta casa nostra ora, non sarà possibile togliere il ricordo di quei poveretti ammazzati e fatti a pezzi in giro per casa nostra. Dovremo traslocare e spero, Cristo Dio, spero soltanto che mia moglie tenga duro, che non mi abbandoni o crollo anche io. «Sei uno sporco pedofilo satanista del cazzo, Tom. Dovrei spararti. Sei un essere immondo» Accompagno mia moglie fuori da quella cantina, le tengo la testa bassa man mano che facciamo i gradini, uno ad uno, ...
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