Racconti, Poesie, Pensieri e tutto ciò che metto qui, sui tasti della tastiera, attraverso le dita, il sangue, la carne e le ossa... fino alla mente, Dea indomabile del mio corpo e del mio universo.
Makla in bocca Dopo lampi E scoppi Nel cuore E nelle mani. Sale e scioglie Le mie ossa, La mia testa. Ora godo E sento Più distacco Per capire Che ho bisogno di te.
Apro l’armadio e prendo il fucile. Vado giù dalle scale ed ecco lei in cantina che mi guarda con aria terrorizzata. «Frank, uccidilo ti prego» mi dice mia moglie. Io guardo il vecchio e gli dico: «Ti sei spinto troppo oltre, Tom. Questa casa non è la tua, la tua casa è dall’altra parte dell’isolato». «È vero, è vero…» dice Tom con un tono di voce quasi piagnucoloso «Ma è più forte di me fare quelle cose. È più forte di me!» Scoppia a piangere. Guardo mia moglie che si copre la faccia come per cancellare cosa era divenuta casa nostra ora, non sarà possibile togliere il ricordo di quei poveretti ammazzati e fatti a pezzi in giro per casa nostra. Dovremo traslocare e spero, Cristo Dio, spero soltanto che mia moglie tenga duro, che non mi abbandoni o crollo anche io. «Sei uno sporco pedofilo satanista del cazzo, Tom. Dovrei spararti. Sei un essere immondo» Accompagno mia moglie fuori da quella cantina, le tengo la testa bassa man mano che facciamo i gradini, uno ad uno, ...
Puzza di merda Ma non la sento Son pieno di bianca Fino ai piedi. Sai che non sei male? Ti va una scopata? "No" mi dici? Sai che non sei male? Chiedo ad un'altra E così via Finché Non sono a casa. A farmi una sega che dura fino al mattino aspettando che la ragazza superfiga della webcam esca le tette ed io che esulto continuando a tirare col naso sperando che la festa non sia del tutto finita.
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